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Expat Christmas

Expat Christmas

Il Natale da expat, per me, è un po’ come finire dentro una di quelle sfere di vetro con la neve. Mi sento come uno di quei fiocchi che vengono agitati e sistematicamente sballottati ovunque su uno sfondo natalizio. Un vortice brioso ma ineluttabile, che mi trascina sempre negli stessi luoghi.

Siamo arrivati in Italia più di una settimana fa e non ho mai disfatto la valigia. Non ho fatto altro che impacchettare e mangiare. Viaggiare e mangiare. Scartare e mangiare. Ringraziare e mangiare. Giocare e mangiare.

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Home sweet home

Riflettevo qualche giorno fa sul fatto che ormai, tra Roma e Nizza, sono 6 anni che siamo in affitto. Il che è sempre stata una necessità (certamente poco conveniente), ma anche un po’ una scelta, non avendo ancora deciso dove fermarci stabilmente (no, neanche Nizza sarà definitiva).

Mi è capitato, sistemando le foto, di trovare delle immagini della nostra vecchia casa ed ho scoperto un po’ di nostalgia.

Quando torno a Roma, ogni tanto passo sotto quelle finestre chiuse, pensando alla nostra vita di prima. Ricordo quella che è stata la “nostra” prima casa, senza poi esserlo davvero. Penso con un misto d’affetto e malinconia alle cose che mi mancano e che hanno fatto parte della nostra quotidianità per anni.

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L’autunno che non c’è

Quando vivevo a Roma l’autunno seminava indizi un po’ ovunque.

La mattina uscivo di casa e passeggiavo su di un letto di foglie umide. Il primo temporale di stagione ne faceva una strage silenziosa durante la notte, trasformandole in una poltiglia fangosa, in cui i più mattinieri avevano già impresso il loro passaggio.

Alzando lo sguardo, osservavo il cielo: l’avanzare di un tramonto rosato già a fine pomeriggio, l’orizzonte che si scioglieva tra le fiamme degli alberi, accesi improvvisamente di rosso, giallo e arancione.

L’arrivo dell’autunno esplodeva nei colori, nell’odore di castagne arrosto, terra umida e cioccolata calda. Mi sussurrava soave, con lo scricchiolio delle foglie mosse dal vento o calpestate dai bambini che correvano eccitati da questo insolito “red carpet”. Mi svegliava improvvisamente con una carezza gelata, che costringeva a stringere un altro giro di sciarpa e a strofinare velocemente le mani, facendo rimpiangere di aver lasciato i guanti a casa.

Mi diceva, sono arrivato.

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The best way out is always through

Faccio anche delle foto dritte, giuro. Ogni tanto.

Eccoci di nuovo qui, dopo una lunga permanenza romana ed un veloce e piovoso week-end torinese. Di nuovo in Francia. Mi scuso con voi per la prolungata assenza, dovuta ai numerosi spostamenti geografici ed impegni di varia natura.

Finalmente ho sistemato le questioni in sospeso, sono tornata con alcuni pesi in meno e molte responsabilità in più. Mi sembra di essere improvvisamente catapultata indietro di diversi mesi, come se dovessi ricominciare tutto di nuovo (Ok, forse tranne per gli scatoloni e per il fatto che adesso non mi limito ad annuire quando mi parlano in francese).

La sensazione però è quella di allora: ecco sono qui, e adesso?

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About travels and new directions

Quando ci si trasferisce all’estero le abitudini cambiano. Compreso il modo di viaggiare.

Se prima bisognava scegliere la destinazione per i propri viaggi, quando ti ritrovi a vivere in un paese che non sia quello natìo,  la destinazione delle vacanze diventa quasi sempre la stessa: “casa”. Nel mio caso Roma.

Per anni, ho visto colleghi e amici napoletani, marchigiani, umbri, pugliesi, siciliani, calabresi o milanesi che, arrivato il week-end o le vacanze, partivano e ritornavano a “casa”. Questa poteva essere rappresentata da uno sperduto paesino in provincia di Bari o Ancona, un quartiere di Napoli o la metropoli meneghina, ma era tappa fissa in occasione di praticamente ogni viaggio disponibile.

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Il primo maggio, fête du travail et muguet

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Buon primo maggio.

Oggi si festeggia una ricorrenza molto seria ed importante, che spesso in queste occasioni viene dimenticata. La Festa del Lavoro, ci ricorda quanti hanno lottato per il nostro presente e quanto dovremmo noi impegnarci per il futuro. Ricordarlo non è mai tempo sprecato.

Come spesso accade, ogni paese celebra le ricorrenze secondo le proprie tradizioni. Ad esempio, per me che sono romana, la festa del primo maggio è principalmente sinonimo di “concertone di Piazza San Giovanni“.

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