
A volte il tempo non fa bene. Ne è già passato un po’ da quando siamo tornati dal nostro breve week-end cuneese ed è già troppo tardi.
Avrei dovuto scrivere questo post subito dopo, ancora immersa nei sapori e nelle immagini del viaggio, perché il tempo annebbia le emozioni, gli entusiasmi ed i ricordi. E, secondo me, i racconti ne risentono. Sarò quindi molto breve (si fa per dire…) nel descrivere la nostra “fuga” pasquale.
Cominciamo con la strada. (Sì, mi faccio affascinare dalle cose più idiote. Abbiate pazienza, se vorrete frequentarmi sarà meglio che vi ci abituate). Per raggiungere Cuneo, l’alternativa all’autostrada è la SS20, un percorso che collega Francia e Piemonte, passando per il passo del Colle di Tenda. E’ una strada stretta e con moltissime curve, come spesso sono le strade statali e di montagna. Il che, per me che soffro parecchio di “mal d’auto”, non è affatto una passeggiata.
Oltrettutto fermarsi qui è virtualmente impossibile, quindi massima concentrazione ed autocontrollo per non sentirsi male: ovvero testa fuori dal finestrino per prendere aria, modello cane e sacchettino di crackers a portata di mano (no, non ha funzionato lo stesso). Spesso ci sono delle frane e d’inverno pure la neve. Il percorso non è ovviamente illuminato la sera.
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