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Paris-centric: Parigi e la provincia

La Francia vista dai parigini

Dopo qualche tempo che si risiede in Francia, si nota una certa sproporzione tra l’attenzione data alla sua celebre capitale e ad altre città della Francia.

Vi faccio un esempio: ci sono moltissime città italiane che sono conosciute all’estero, per un motivo o per l’altro. Se chiedete ad uno straniero un elenco delle città italiane che conosce vi farà un elenco piuttosto vario: Venezia, Roma, Milano, Firenze, Torino, Bologna,  ecc….Certo, difficilmente vi tirerà fuori Finale Ligure, Pescara o Rieti…Ma insomma, la lista, seppur breve, conterrà diverse opzioni.

Se chiedete ad uno straniero di farvi un elenco delle città della Francia più conosciute vi dirà nel 99,9% dei casi Parigi.

Se è inglese, dopo un attimo, gli verrà in mente la disperata voglia di sole e allora risponderà una città a caso della Costa Azzurra. Se è un cittadino europeo, dopo molte riflessioni forse dirà Strasburgo (anche se in molti sono ancora convinti che in realtà si trovi in Germania).

Poi il nulla. Ahem, Uhm, Mah…

Questo esempio è per darvi un’idea di come la cultura francese sia, probabilmente con intento, Parigi-centrica. Per capire meglio la portata della questione, quando cercate un indirizzo, ad esempio il punto vendita di un negozio in Francia, di solito la divisione viene fatta in questo modo: Parigi e Provincia (ovvero i départements in tutto il resto della Francia). Infatti, a parte Parigi,  tutto il resto della Francia è attualmente considerata provincia.

Adesso l’immagine qui sopra non vi sembra poi così assurda, eh?

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I love Paris – seconda parte

Parigi1

Questo post è rimasto in sospeso dall’anno scorso.

Semplicemente perché non riuscivo a scegliere quali foto di Parigi condividere con voi. E’ una città troppo bella per non raccontarne o fotografarne ogni angolo.

Se poi si riuscisse anche a fare qualche foto dritta, non sarebbe male, ma questo è un altro discorso.

La Tour Eiffel non è certo una delle attrattive più belle di questa città, ma alla fine capisci che la sua “nudità” la rende unica. E poi si presta ad essere ritratta da ogni angolazione, di giorno o di notte, sullo sfondo di un paesaggio o in un primissimo piano che  lancia in altezza. Ne ho persino ritratta una fatta interamente di cioccolata. Non rimane a lungo un mistero del perché rappresenti un’icona parigina.

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I love Paris – prima parte

tour eiffel

“C’est si bon de partir n’importe où”

Siamo partiti in treno, con un clima decisamente mite per un dicembre che corre verso Natale. Ci ha salutato un’alba rovente e per un attimo, mi è sembrato di essere immersa in alcuni quadri di Monet, dove cielo, sole ed acqua si fondono senza mescolarsi mai.

sunrise

Qualche ora dopo il paesaggio era decisamente cambiato. Così come la temperatura. Ci siamo ritrovati completamente immersi nel candore di una bufera di neve.

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Coolissimo: Ikea Hacking

Oggi parliamo di qualcosa che è più o meno diffuso in tutto l’universo: l’IKEA.

Tralasciando il fatto che a Parigi ci sono ben sette punti vendita ed a Nizza nemmeno uno, non faremo alcun cenno al fatto che la sottoscritta sia in seria crisi di astinenza, poichè le gite all’IKEA rappresentano per lei una specie di droga di endorfine. Nè menzioneremo lo sconcerto per l’uscita di produzione della serie di mobili FLAREN, prima che avesse un bagno con i quali arredarlo.

No. Oggi parliamo di IKEA Hacking. Ovvero dell’arte low cost di (ri)utilizzare oggetti e mobili della famosa catena di negozi e creare qualcosa di personalizzato e originale.

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2012 – New year resolutions

Il 2011 è andato.

Per me è stato l’anno dei grandi stravolgimenti geografici e lavorativi. L’anno delle prime volte: i miei primi 30 anni, la mia prima focaccia di Recco, la prima volta a Nizza, a Genova, a Sanremo, in Piemonte e in tanti altri posti. La prima volta in una casa completamente sola, la prima volta senza stipendio,  la prima fine dell’anno fuori dall’Italia, il primo capodanno senza febbre. Un anno lento lento e poi velocissimo, quasi frenetico.

Un anno di grandi traslochi, grandi perdite, crisi e qualche ansia di troppo. L’anno dei no, dei voli in aereo, dei tanti e lunghi viaggi, delle vacanze lunghissime. Un anno emozionante e pieno di belle cose, nuove scoperte e nuove amici. Un anno con alcune cose che rimangono sempre uguali, ma con  un nuovo indirizzo, una nuova casa, una nuova nazione da esplorare ed una nuova lingua da imparare. Un anno difficile e bello, ma soprattutto inaspettato. Un anno come non ne vivevo da anni.

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