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How survive at Valentine’s day in France

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Ci siamo, sta arrivando. Con tutti i suoi cuoricini e le tonnellate di cioccolata. Manca solo una settimana a San Valentino.

Per darvi un’idea, al momento mi trovo in una nazione che ha addirittura un paese dedicato a San Valentino (Saint Valentin), il che lasciatemelo dire, mi inquieta non poco. Senza considerare che la Francia è universalmente riconosciuta come uno dei paesi più romantici. Dite di no? Vi dico solo una parola: Parigi (e ditemi che non è romantica, ecco).

In generale quindi ho un po’ di soggezione in vista del mio primo San Valentino francese. Devo dire che, al contrario dell’Italia, dove di solito già a fine Gennaio c’è un invasione di cuoricini e Baci Perugina, qui a Nizza sono più discreti e non ho ancora visto esagerati riferimenti alla festa in oggetto. Certo è anche vero che da queste parti si organizza addirittura un festival a tema: “Pain, Amour et chocolat” (ad Antibes, dal 10 al 12 Febbraio) con produttori italiani, francesi e stranieri. E no, non ci andrò perchè vendono tanta cioccolata, ma solo per farvi un bel reportage, sia ben chiaro (ok, non ci crede nessuno). Continua a leggere


[*Places*] Chez Palmyre, my favorite restaurant in Nice

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Forse quando sei lontano da casa cerchi dei luoghi familiari e che te la ricordano. Magari è per questo che amo tanto questo posto, attualmente uno dei miei preferiti qui a Nizza. Chez Palmyre infatti assomiglia vagamente ad un’antica trattoria romana e ha molto poco dei grandi ristoranti turistici che affollano la città.

Tanto per cominciare è piccolo, molto piccolo. Che per me vuol dire intimo e familiare, in questo caso. E’ frequentato prevalentemente da francesi, che come in qualsiasi paese sono la migliore garanzia per la cucina autentica. Si trova nel cuore della vecchia Nizza, ma protetto dal caos del centro e nascosto nella piccola Rue Droite. Ha un’atmosfera dal gusto antico, con tovaglie a quadretti rossi, posate d’argento e tovaglioli ricamati, come quelli della nonna. Ci sono scaffali pieni di antiche bilance (le adoro) e vecchie scatole di latta (io addirittura le colleziono). In fondo al ristorante è appesa una foto della fondatrice, Madame Palmyre. Il menu cartaceo non esiste: le portate sono scritte fuori all’entrata e su uno specchio all’interno, solo in francese. Capisco che per uno straniero possa essere complicato, ma per me rappresenta un pregio. Non ho mai sopportato i menu scritti in 2 o 3 lingue, magari anche con le traduzioni più fantasiose e assurde. Comunque in caso di difficoltà, basta chiedere, si parla anche qualche parola d’italiano qui. =)

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