Archivi categoria: Nizza – Nice

Assaggi d’estate

Dopo mesi di pioggia, grigio e temperature quasi autunnali, il sole sembra essersi ricordato di noi. Anche se filtrato da un cielo lattiginoso, ci concede degli assaggi d’estate (la primavera l’abbiamo saltata, nel caso non  fosse chiaro).

Abbiamo festeggiato questo 1° Maggio “alla francese”, partecipando alla colorata e affollata festa che si tiene ogni anno a Cimiez. Immergersi nelle tradizioni del luogo che ci accoglie, comporta vivere anche i costumi locali: essere circondati da mughetti, da gruppi che ballano con i costumi tipici di Nizza, scorgere famiglie francesi tappezzare i prati per un picnic improvvisato, un pisolino sotto gli ulivi o osservare i più piccoli che giocano a pallone.

Abitudini che non sono poi così diverse dai luoghi che abbiamo sempre conosciuto. Certo, qui invece di fave e pecorino si mangiano churros, mele caramellate, barbe à papa, pan bagnat e qualsiasi cosa che con un solo morso apporti sopra le 500kcal. Ormai ho capito che ogni occasione di festa viene in realtà utilizzata come scusa per mangiare tutte quelle cose che normalmente il popolo francese non si concede (la differenza con noi italiani è che, di solito, ce le concediamo anche nel quotidiano).

Qui l’indulgenza calorica si accompagna sempre a quella festiva.

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In cucina tra Nizza e la Côte d’Azur

Quando vivi all’estero da un po’, cominci a dare per scontate molte cose. Semplicemente le assorbi nel tuo quotidiano, assimili automaticamente quello che ti circonda, diventa parte delle tue giornate come se ci fosse sempre stato, tanto da non essere più qualcosa di estraneo o “straniero”.

Ad esempio, io ero assolutamente convinta di averlo già scritto questo post: ero certa di aver già parlato della cucina e delle specialità nizzarde, ed invece no. D’altra parte ormai fanno parte della mia quotidianità, non si tratta per me di nulla di straordinario.

Invece c’è sempre qualcosa di bello nel raccontare qualcosa di un’altra cultura (in questo caso non così lontana dalla mia in realtà). Ho deciso quindi di rimediare facendo un piccolo e non esaustivo elenco delle specialità e dei piatti locali. Anche solo per chi è curioso di sapere quello che si mangia da queste parti…

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L’autunno che non c’è

Quando vivevo a Roma l’autunno seminava indizi un po’ ovunque.

La mattina uscivo di casa e passeggiavo su di un letto di foglie umide. Il primo temporale di stagione ne faceva una strage silenziosa durante la notte, trasformandole in una poltiglia fangosa, in cui i più mattinieri avevano già impresso il loro passaggio.

Alzando lo sguardo, osservavo il cielo: l’avanzare di un tramonto rosato già a fine pomeriggio, l’orizzonte che si scioglieva tra le fiamme degli alberi, accesi improvvisamente di rosso, giallo e arancione.

L’arrivo dell’autunno esplodeva nei colori, nell’odore di castagne arrosto, terra umida e cioccolata calda. Mi sussurrava soave, con lo scricchiolio delle foglie mosse dal vento o calpestate dai bambini che correvano eccitati da questo insolito “red carpet”. Mi svegliava improvvisamente con una carezza gelata, che costringeva a stringere un altro giro di sciarpa e a strofinare velocemente le mani, facendo rimpiangere di aver lasciato i guanti a casa.

Mi diceva, sono arrivato.

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Una passeggiata a Cimiez a visitare Matisse

Nizza è spesso giustamente apprezzata dai turisti per il suo mare e per il suo piccolo centro, pieno di vicoli antichi e caratteristici. Difficilmente però i flussi turistici si spostano altrove, in zone della città altrettanto e, forse, ancora più belle.

Il quartiere di Cimiez, ad esempio, solitamente viene menzionato all’interno delle guide turistiche per il museo Matisse e per la tomba del pittore, che è collocata all’interno del cimitero del monastero (poi un giorno magari vi dirò anche perché amo i cimiteri…No, nulla di macabro, giuro). Questa zona non viene molto apprezzata, anche per la sua relativa lontananza dal mare, che è l’attrattiva principale che i turisti cercano in un soggiorno da queste parti. In realtà è uno dei quartieri che preferisco in assoluto della città, e non certo per il museo, ma semplicemente per fare lunghe e tranquille passeggiate.

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Resurrection


Risorgo dall’influenza come una pantegana dal tevere.

Nel senso che ho un aspetto che si avvicina più all’animale che all’umano: i capelli arruffati, il naso come quello dell’omino dell’allegro chirurgo, la voce simile ad Amanda Lear con la raucedine, tosse neanche fossi un fumatore asmatico con l’enfisema ed in modalità pigiama, con l’appeal fashion di un sacco di abiti usati destinato alla Caritas.

Tuttavia mi sto riprendendo. Almeno dall’influenza.

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Expat life: la riscoperta delle ricette fai-da-te.

Io sono una grande sostenitrice del fatto che, chi vive all’estero, dovrebbe immergersi il più possibile nella cultura del luogo dove abita. Questo ovviamente non vuol dire che io sia diventata improvvisamente golosa di ostriche, lumache e foie grais o che cammini scalza in piscina, ma ho ceduto facilmente ad integrare pain au chocolate, tarte tropezienne, socca, pissaladiere e daube alla mia dieta. Tanto da preferire ad esempio le viennoiserie francesi a quelle italiche. Se non è sinonimo d’integrazione questo…

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