Archivi categoria: Food&Wine

La valigia di un expat: cosa porto dall’Italia?

Si sa che gli italiani storicamente sono da sempre stati un popolo di  migranti, alla ricerca di opportunità che non riuscivano a trovare all’interno dei propri limiti geografici. In questi ultimi anni, dopo molti decenni, la situazione si ripete.

Certo ora quelli che espatriano sono spesso altamente qualificati, vengono chiamati “expat”, conoscono le lingue e sono abituati a uscire spesso dai propri confini nazionali.

Ma c’è una cosa che noi italiani abbiamo ereditato dai nostri antenati migranti: la valigia. Sì, perché se c’è una cosa che ci è stata tramandata dalle generazioni precedenti, è il bagaglio all’aroma di cacio e soppressata.

Che siate in Erasmus per qualche mese o vi siate trasferiti definitivamente all’estero sapete di cosa parlo. La valigia di ritorno dall’Italia, così come “Il Pacco”, sono le necessità e le gioie irrinunciabili di un italiano che vive in in Paese straniero (probabilmente, in scala minore, ne sapete qualcosa anche se siete stati degli studenti o dei lavoratori fuori sede).

E, diciamolo, anche motivo d’imbarazzo alla dogana. Spiegare alla guardia doganale un contenitore di friarelli ripassati che vi ha infilato in valigia vostra madre potrebbe essere un problema.

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Piccole scoperte (e riscoperte) di una passeggiata

Costringersi ad uscire in questi innumerevoli giorni di pioggia è davvero difficile.

Nizza sembra aver preso in prestito un po’ di quel tipico grigio londinese che rende l’atmosfera della città pesante e ovattata allo stesso tempo. La primavera, una stagione solitamente lunghissima qui in Costa Azzurra, tarda ad arrivare. E se qualche volta, cerca di fare capolino, viene spazzata via da temporali improvvisi e tenaci.

A volte sembra che l’onnipresente blu del cielo e del mare siano stati inghiottiti improvvisamente da nubi voraci e che il  paesaggio a colori, pieno di luce, si sia trasformato in una piatta versione in bianco e nero.

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Idee regalo di Natale last minute

Photo by post406

Ci siamo.

-2 a Natale.

Inebriati di euforia natalizia, accumuliamo nottate ad incartare pacchetti. Mentre si pianificano ricette da sfoggiare in occasione del prossimo pranzo o cena, si mangia come se ci aspettasse una carestia di proporzioni bibliche. Ma noi mangiamo per due carestie, non si sa mai.

Ovviamente in tutto questo, dimenticarsi di fare qualche regalo di Natale, non è certo cosa improbabile. Poi ci sono gli irriducibili del regalo all’ultimo minuto: uomini e donne che vagano nei centri commerciali il 24 dicembre, avvolti da una nuvola di panico e frenesia. Dopo diverse ore si ritrovano completamente spossati svenuti su una palma finta, carichi di buste e completamente devastati. Ce l’hanno fatta: dopo la profezia Maya, sono sopravvissuti anche ai regali di Natale.

Per evitare però la solita stressante processione, ecco qualche idea regalo Last Minute, di quelle salvavita. Oggetti che potete acquistare alla tabaccheria sotto  casa, in farmacia, al supermercato o anche di notte.

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Idee regalo per Natale: le ricette e i biscotti da regalare

Tanti anni fa, quando conobbi il concubin, andammo a vivere insieme.

Arrivò il nostro primo Natale, nella nostra prima casa, con il nostro primo albero…E con la mia improvvisa scoperta dei biscotti di Natale.

Vi rassicuro sul fatto che  io sono abituata a cucinare (e mangiare) ogni quantità e qualità di dolce e pietanza.A Natale poi, levate proprio.

Ovviamente cucinavo dei biscotti e dei dolci natalizi in occasione delle festività, ma non avevo mai pensato di regalarli. Almeno fino a che non conobbi le zie del concubin.

All’inizio, non ci feci molto caso.

Comparivano improvvisamente buste e pacchi di prodotti da forno “homemade” nella nostra cucina. In risposta all’enorme punto interrogativo che mi si dipingeva in volto, il concubin non sembrava allarmato dalla mole di dolci che cresceva a dismisura, e rispondeva ogni volta con un vago “Li manda zia Peppa/Ornata/Fedora/Argentina/Deanice, ecc…”

Arrivata a Natale, avevo diversi chili in più e la certezza che il bacino di parentela del concubin fosse pressochè infinito.

Negli anni a venire, imparai che in realtà si trattava di un vero e proprio contest familiare: una guerra matriarcale di biscotti delle feste.

Ogni famiglia ha la sua specialità e il suo marchio.

La mamma del concubin ad esempio per fare i suoi famosi tozzetti (rigorosamente in diverse versioni per accontentare tutti) schiavizza il marito a sgusciare tonnellate di nocciole già da Settembre. Nel mese di Dicembre, ogni volta che li andiamo a trovare, lei è in cucina e sta sfornando qualcosa e lui che rompe nocciole.

Per darvi un’idea, ha una stanza di smistamento dover conserva tutti i pacchi da donare ai parenti, con un’etichetta per ogni nucleo familiare. Suo figlio, le ha anche candidamente suggerito di chiedere al vicino fornaio di affitarle il suo forno, perché più grande.

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In cucina tra Nizza e la Côte d’Azur

Quando vivi all’estero da un po’, cominci a dare per scontate molte cose. Semplicemente le assorbi nel tuo quotidiano, assimili automaticamente quello che ti circonda, diventa parte delle tue giornate come se ci fosse sempre stato, tanto da non essere più qualcosa di estraneo o “straniero”.

Ad esempio, io ero assolutamente convinta di averlo già scritto questo post: ero certa di aver già parlato della cucina e delle specialità nizzarde, ed invece no. D’altra parte ormai fanno parte della mia quotidianità, non si tratta per me di nulla di straordinario.

Invece c’è sempre qualcosa di bello nel raccontare qualcosa di un’altra cultura (in questo caso non così lontana dalla mia in realtà). Ho deciso quindi di rimediare facendo un piccolo e non esaustivo elenco delle specialità e dei piatti locali. Anche solo per chi è curioso di sapere quello che si mangia da queste parti…

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Un weekend ad Alba e alla Fiera del Tartufo

Dopo la mia prima gita in Piemonte, l’avevo detto: il prossimo anno, sarò di nuovo lì!  E così è stato.

Questa volta ritenevo di essere più preparata. Per iniziare, sono partita dalla ricerca di un albergo: infatti trovare una camera libera nelle Langhe, in autunno, può rivelarsi piuttosto complicato.

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