Le petit accent

Gli italiani, da sempre, si cimentano in diverse lingue. Lo ammetto, spesso con risultati discutibili, ma almeno ci provano.

Ovviamente nella categoria “discutibili” rientro anch’io. Il mio francese è molto lontano dall’essere perfetto, specialmente nella pronuncia che è MOLTO insidiosa. Il mio cervello in pratica ripete le parole alla perfezione ma, quando escono fuori, la mia bocca non risponde affatto nel modo in cui la si comanda.

Ne sono assolutamente consapevole e per questo mi esercito appena posso nella pronuncia (anche se sembro una pazza che parla e balbetta da sola). Ma nel caso non lo fossi, potete stare certi che non manca mai chi me lo ricorda.

Ogni tanto infatti capita di scambiare qualche parola con qualcuno che s’incontra per caso in autobus, su una panchina o al supermercato. E meno male, visto che le occasioni di allenarmi con la lingua, nonostante tutto, non sono moltissime.

Spesso però quel qualcuno interrompe la conversazione e pronuncia la fatidica frase in cui mi chiede vagamente a proposito di un “petit accent”. Buttato lì così, quasi per caso.

Potrebbe sembrare un modo in teoria molto cortese di chiedere ad una persona straniera da dove viene e sottolineare il fatto che mentre parla, per caso eh, si capisce perfettamente che è tutto tranne che francese.

O meglio, dovrebbe essere cortese.

Io lo trovo odioso. Anche perché sulla faccia di chi lo chiede, spesso si nota anche un certo compiacimento del tutto fuori luogo. Già, perché spesso i francesi (notoriamente poco gelosi ed orgogliosi della loro lingua…) un accento, soprattutto se straniero, raramente lo vedono come una cosa positiva.

Ditemi, da dove la necessità di far notare il “petit accent”? Una sorta d’incontinenza a farti capire, senza dirtelo apertamente, che ti hanno sgamata e che no, la versione del tuo francese non si avvicina nemmeno lontanamente all’originale? (lo sapevo già, grazie) Dal mio bonjour avevi capito che ero italiana (noi italiani ci facciamo riconoscere subito perché inevitabilmente tendiamo a “rouler les R“, come accade, al contrario, per un francese che parla italiano con la tipica “R moscia” ), che senso ha costringermi a dirtelo dopo 15 minuti di conversazione?

Quella che dovrebbe essere cortesia, a volte mi sembra più un consapevole tentativo di metterti a disagio. Anche perché gli accenti si riconoscono al volo, compreso quello francese.

Gli inglesi lo sanno bene, visto che la loro lingua è la più (ab)usata del mondo…

Forse mi sbaglio, probabilmente mi faccio troppi problemi perché so che nella lingua francese devo migliorare ancora molto e non convivo bene con le cose in cui non riesco come vorrei.

Però la prossima volta che mi chiedono del “Petit accent” ho deciso di rispondere che sono di Parigi. Giusto per vedere svanire all’improvviso un sorrisetto compiaciuto, sostituito da una faccia sperduta…

Durerà anche poco, ma si sa, la felicità è effimera.

 

About these ads

Informazioni su Cappuccino e Baguette

http://about.me/cappuccinoebaguette Vedi tutti gli articoli di Cappuccino e Baguette

28 responses to “Le petit accent

  • Alex

    La solita paranoia italiana nei confronti dei francesi ! :-) far notare “il petit accent” ha un senso opposto, è un complimento fatto alla persona straniera per la sua padronanza del francese.

    Alex

    • Cappuccino e Baguette

      Ciao Alex!

      Premesso che penso tu abbia ragione e che sia probabilmente una mia personale paranoia =P, in che modo far notare che ci si è accorti di un accento straniero (quindi presumibilmente del fatto che non si pronuncino perfettamente le parole) potrebbe indicare un complimento per la padronanza della lingua?

      In italia ad esempio se vogliamo complimentarci diciamo “che bell’accento” o “come parla bene italiano”…

      • Alex

        Perché l’aggettivo “petit” in quel contesto significa “straniero” ma anche : bello, carino, piacevole…quindi la persona vuole indicare che tu parli francese con un bell’accento. La tua padronanza della lingua francese l’ho dedotta dal fatto che nessuno ti ha detto “lei ha un accento” (che secondo me, è qualcosa di negativo).

        Alex

  • thecocotte

    Capisco. À me in Italia mi dicono sempre dopo qualche minuto…”ma tu non sei italiana!!!” Hum, quindi te ne sei accorto pure tu, ha! Sarà sicuramente detto “sur un ton amical” non per cattiveria, però mi sembra la stessa cosa, in fine. Esiste una differenza nei “modi di dire” tra francesi e italiani. Noi non abbiamo per abitudine di esaggerare nel positivo, anzi. Diremo ad esempio “parli piuttosto bene il francese” e sarà un complimento molto più sincero del “ammazza, ma parli beniiiiiiiiissimo l’italiano!” Che per carita fa piacere, ma non si capisce se è vero o no. Il francese dira “mica male” e l’italiano “favoloso” o “eccelente”. Quello che cerco di dire è che nel “modo di dire francese” non c’e sempre disprezzo. E nei complimenti italiani non c’e sempre un complimento. La cortesia alĺ´italiana per noi sembra strana, esaggerata. Anche se devo ammettere che rende la vità molto dolce e piacevole!
    Noi francesI possiamo sembrare maleducati, Pero è sempre meglio che gli inglesi che non fanno per Niente lo sforzo di capirci. Mi sento sempre di m**** quando vado à Londra :)

    • Cappuccino e Baguette

      Quello che mi fai notare è una cosa su cui in effetti non avevo riflettuto…E’ vero, noi italiani abusiamo molto dei superlativi, non ci avevo mai fatto caso! =P

      Riguardo ai complimenti, anche a me è capitato di farli, ma erano sempre molto sinceri: apprezzavo veramente un accento (quello francese poi è molto caratteristico e non lo amano solo gli italiani ;-) ), così come facevo i complimenti se qualcuno parlava bene italiano, visto che non è una lingua facile e molti immigrati sono capaci d’impararlo in pochi mesi. Magari fossi io così brava con il francese!

      In generale ho sempre apprezzato chi si sforza di parlare una lingua che non è la sua, so che non è affatto semplice.

      Anche adesso sarò sincera: scrivi molto bene in italiano e con pochissimi errori…;-) Non è facile lo so bene, così come non lo è in francese. Brava!

      Per quanto riguarda l’inglese, non so nel tuo caso, ma devo confessare che in Francia è tra i peggiori che abbia mai sentito. Peggio persino di noi italiani che non abbiamo sicuramente una pronuncia “british”…

      Spesso ho veramente tanta difficoltà a capire un francese quando parla in inglese (e sono abituata da anni a sentire parlare inglese con vari accenti come tedesco, indiano, australiano, irlandese…)

      Persino io, da quando sono qui, ho disimparato la lingua inglese e la mia pronuncia è diventata un disastro! Credo sia proprio una questione di fonetica…=\

      • thecocotte

        Grazie per il mio livello d’Italiano (anche se non mi fido, sei italiana :)). Ci provo, anche perchè mi sembra importante fare lo sforzo di parlare la lingua del paese che ti accoglie.
        Comunque concordo al 100%: noi francesi con l’inglese non ce la facciamo proprio. Non ti preoccupare, nemmeno io non riesco a capire i francesi quando parlano l’inglese!!!

  • MARA

    Che sono negata per le lingue l’ho capito fin da piccola. Tutti intorno a me parlavano piemontese, che non è lingua straniera..ma notoriamente assomiglia molto al francese. Ecco lo comprendo bene, il piemontese intendo…ma non mi azzardo a parlarlo perché alla prima sillaba, mio papà già se la ride!!. Dice che non sono neanche lontanamente vicina a pronunciare una vocale corretta. Insomma smorzata sul nascere, io e le lingue non andiamo d’accordo. Cmq, qualunque straniero che parla italiano mantiene il suo accento, indipendentemente dalla nazionalità.

  • Moky Sempre Mamma

    Che necessità c’è nel fatrlo notare? non lo so. Se qualche straniero viene nel mio negozio nel momento in cui apre bocca capisco beneissimo che non è italiano, ma dicerto non gli faccio notare se sbaglia a pronunciare questo o quello, capisco le loro difficoltà, l’italiano è una lingua davvero difficile.

  • Alle67

    premettendo che il francese l’ho imaprato qui, (Marocco) con amiche francesi e non, il che significa che é tutto meno che perfetto, ma mi butto e vai, quando sono qui, mi dicono che non sono francese, e mi fanno i complimenti e adorano il mio accento, quando sono in Francia mi dicono che ho l’accetto del “midi”, sopratutto se sto per un po`di tempo, ma sinceramente non mi interessa, e sai perchè ? perchè imparare un’altra lingua che non sia la nostra, è una bella esperienza e se si riesce a capire ed interagire con le altre persone è una gran bella cosa e credimi non é da tutti, per cui sii contenta di te stessa e vai avanti a testa alta, non curarti di chi ti dice che ha l’accento o meno fregatene, sii orgogliosa di te stessa per i progressi che hai fatto e che farai, sii te stessa….
    bon courage!!

  • Luna

    Noi italiani, in generale, (soprattutto quelli rimasti in Italia e magari di una certa età), siamo pigri e non ci applichiamo nell’imparare altre lingue. Per questa ragione quando una/o staniera/o parlano bene la nostra lingua tendiamo a a complimentarlo per mezzo di svariati superlativi (bravissimo, eccellente ecc ecc…); perché ammiriamo la persona in questione, magari rosichiamo anche un po’ perché piacerebbe pure a noi parlare una lingua straniera bene almeno la metà di come parla l’italiano la persona che abbiamo davanti… ;)
    Altrimenti potrebbe anche essere che se invece la persona straniera parla oggettivamente maluccio l’italiano, la persona che lo complimenta voglia solamente spronarlo a non farsi abbattere dalle difficoltà ed incentivarlo ad andare avanti nell’apprendimento.
    Almeno… io la vedo così…

  • fornellopazzo

    Il mondo ha un colore solo. E’ inutile perdersi dietro ai piccoli accenti o ai stratosferici complimentoni. In genere chi è interessato a un discorso fa di tutto per capirti, qualunque lingua si usi. Partiamo dal soggetto. Se è una questione di dare dei soldi, tranquilli che il Suaili lo capiscono perfino i Canadesi o faranno di tutto per capirlo.

  • valentinavk

    quando qualcuno mi domandava qu est ce que c’est le petit accent , rispondevo sempe automaticamente: devinez madame/monsieur! a quel punto imbarazzatissimi, si sperticavano su un perpignan o lille, perche’ i francesi sono cosi, automaticamente bastardi se parli la loro lingua non perfettissimamente, ma tremendamente incapaci di gestire l’improvvisazione (il francese medio non ce la fa a fare una battuta che fa ridere nemmeno se gliela scrivi e gli dici:leggi)

    • valentinavk

      detto cio, se c’e’ una cosa che mi manca da morire di quando vivevo in francia, e’ l’educazione..e’ passato un anno e ancora non ce la faccio a vivere senza la mia dose di 45 bonjour e 160 merci,pas de quoi bonne fin de journe etc

    • Cappuccino e Baguette

      Ahahah, ma questa è geniale, già immagino le facce! Questa cosa della mancanza d’improvvisazione e carenza di flessibilità l’ho notata anche io…

      Sull’umorismo francese però non sono tanto d’accordo , spesso con alcune battute mi fanno schiantare dalle risate…Ora che ci penso magari in modo inconsapevole! ;-P

  • Luna

    Più che educazione io la chiamerei “manierismo”.
    Alle volte preferirei un sorriso o uno sguardo comunicativo ma vero, sincero ed empatico (non sò, una persona/commessa sorridente che mentre ti parla o ancora meglio, le parli, ti guarda negli occhi) a 100.000 bonjour et merci robotici…

    • Cappuccino e Baguette

      Confesso che la cortesia qui in Francia mi è sempre apparsa come un valore e non solo come una consuetudine. Ovviamente, come in Itaia, capitano persone che sono “forzatamente” cortesi, ma per lo più ho incontrato persone gentili in modo genuino e non è così comune al di fuori della Francia, anche solo per abitudine di altre culture…Credo che mi mancherà se mai mi trasferirò altrove.

  • bitri

    Numero 1 adoro i video che hai postato, ho riso per un quarto d’ora..
    Numero 2 sono d’accordo, per la mia esperienza devo dire che petit accent non è detto in maniera negativa, ma abbastanza dolce, anzi tutte le persone che ho avuto modo di incontrare hanno sempre trovato bello l’accento italiano.
    Io non è l’ho ma mio papà si..
    Numero 3 mi piace un sacco come scrivi, l’idea di dire che seu di Parigi la trovo semplicemente geniale, poi facci sapere come hanno reagito..
    Un abbraccio, bitri
    Ps, non sono mai stata a Nizza, ma non sempre mi ritrovo nella descrizione dei francesi… Sarà che sa dove vengo io sono diversi..

    • Cappuccino e Baguette

      Sì, i video li ho inseriti perché fanno sorridere molto anche me. =P

      Probabilmente, come ho accennato prima, è anche dovuto al fatto che sapendo di non parlare perfettamente la lingua sono ipersensibile all’argomento. Magari era davvero un atteggiamento gentile ed ho frainteso io…Non lo escludo.;-)

      Credo che la mia visione dei francesi sia molto falsata dal fatto che noto delle cose e le descrivo in base alla mia cultura che è comunque diversa da quella francese. Inoltre dipende molto dalle persone che ci capita di incontrare (i francesi non sono certo tutti uguali!) e spesso anche io non mi ritrovo in alcune descrizioni che vengono fatte degli italiani. Cadiamo tutti inevitabilmente in luoghi comuni e pregiudizi…Io per prima. ;-)

  • Laura

    Dai coraggio! Pure io ho questo problema. Ho capito, comunque, che non tutti comprendono da dove vieni. Io, per esempio, abito a Parigi e il mio accento potrebbe essere interpretato come un accento del Midi. Peggio (per ridere), ci sono stranieri (anche italiani) che pensano che sia francese, allora che ho un accento terrificante :D Bref, anche a me dà molto fastidio questo modo di chiedere (indirettamente) da dove si venga, ma è una normale consuetudine. Vero che qui non ci sono superlativi, vero che la cultura è diversa e bisognerebbe comprenderla e integrarla, non mettersi in opposizione. Nel tuo primo video, per esempio, quello che mi lascia perplessa è la mancanza di tutti i complementi di cortesia come l’uso del condizionale (“pourriez-vous…”) e il “S’IL VOUS PLAÎT” per chiedere l’acqua. Nel tempo, infatti, ho capito, che non è solo una questione di accento (bien loin de là), ma di “savoir faire” che a noi italiani, per i francesi, manca del tutto. Pensa che ho discussioni infinite su questo punto con il mio compagno che è francese. A volte, non mi passa l’acqua perché non gli ho detto “S’Il TE PLAÎT”, anche se ho usato il condizionale (e viceversa).

    • Luna

      Nel primo video non dice s’il vous plait però dice EXCUSEZ-MOI! ;)

      • Laura

        Mica ci si deve scusare di volere un bicchiere d’acqua! Lo si deve chiedere per favore e si deve chiedere se è possibile averlo (quindi, uso del condizionale, o, comunque, verbo “potere”). Non per niente, altri miei amici francesi mi prendono sempre in giro perché dico sempre “scusa”, “scusami’, “scusate”. Apprendere la cultura è più difficile che apprendere la lingua ;-)

  • Luna

    Appunto perché comunque si presume fosse una turista straniera… un minimo d’elasticità visto che almeno un excusez-moi l’ha detto… poi per carità quando uno ci vive col tempo impara quello che c’é da imparare riguardo la cultura… ciò non toglie che al mercato del venerdì a Ventimiglia quelli che fanno lo sforzo di blaterare qualcosa in italiano sono molto pochi… ma i commercianti ventimigliesi parlano il francese!
    Comunque sia a ciascuno i propri difetti e va bene così…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 719 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: