Ho sempre pensato che una coppia durante la sua evoluzione, negli anni affronti molte prove difficili.
Rimanere accanto a qualcuno all’inizio può sembrare una cosa semplice, ma far funzionare un rapporto nel lungo periodo non lo è affatto. Se poi si convive e si condivide anche l’intimo spazio della propria dimora è molto facile che sull’amore prevalgano altre cose.
Gli istinti omicidi ad esempio.
Spesso scatenati da episodi insignificanti o comunque di trascurabile entità, ma che nel quotidiano diventano particolari con una potenza distruttiva pari solo ad uno tsunami scatenato da una bomba H. Insomma è più facile che si litighi per i capelli nel lavandino o perché ci si dimentica di fare la spesa o pagare le bollette, piuttosto che per aver distrutto la macchina. Ho visto coppie lasciarsi per un dentifricio spremuto in modo errato e rimanere insieme dopo anni di tradimenti.
Equilibri strani.
Prove insidiose si celano quasi sempre in luoghi inaspettati, come ad esempio in viaggio, in famiglia, durante le vacanze, a letto…Oppure sotto un cumulo di fazzoletti intrisi di muco (scusate, ma l’immagine, seppur disgustosa, è ancora vivida ed è quindi la prima che mi è venuta in mente). E poi se i francesi, per il raffreddore, utilizzano l’onomatopeica parola “Rhume”, un motivo ci sarà….
Comunque, l’influenza di uno dei due (se non addirittura di entrambi contemporaneamente. In questo caso solo l’esorcista o vostra madre vi salverà…) è infatti sempre una grande prova per la coppia. Io ed il concubin abbiamo ormai superato diversi episodi di questo tipo e siamo quindi abituati alle rispettive pretese esigenze e capricci necessità. Tuttavia gli equilibri familiari faticosamente consolidati negli anni vengono messi in discussioni in occasione del forfait di uno dei due. In questo caso, il crollo è toccato a me.
Finchè si tratta di raffreddori, tosse e mal di gola devastanti, passi. Barcollo, ma non mollo. Ma la febbre alta durata per più di una settimana ha vinto a mani basse: mi ha letteralmente accartocciato, calpestato, masticato, sputato e steso sul letto in maniera tutt’altro che benevola.
Il concubin si è ritrovato improvvisamente a somministrare farmaci (di solito l’addetta sono io, poiché l’approccio maschile è del tipo “prendiunodituttocosìstamosicuri” oppure “drogaticosìguarisciprima”), a cucinare (di solito, sempre io. “Amore, il risotto alle zucchine era ottimo. Certo se avessi cotto anche le zucchine…”) e a coccolarmi nei momenti di coma profondo alternati a narcolessia (di solito l’amorevole sono io. Lui è più da “oddio, ma che devo rimanere qui con te anche stasera?!?”).
Come se non bastasse, succede pure che ti trovi in ansia a stare male in un paese straniero, con un sistema sanitario al quale ancora non hai ancora capito bene se appartieni o no. Succede che per disperazione e panico chiami entrambi i tuoi genitori al telefono e concordi con loro anamnesi e terapia farmacologica. Tieni pure vicino al letto il numero dell’eliambulanza, nonsisàmai. (Ansiosa dite? Naaaaaaaaaaa. Anche se il concubin ormai ha imparato e mi toglie Google e i bugiardini con gli effetti collaterali dei farmaci quando sto male. Crudele.)
Succede pure che di notte tu ti senta male e tossisca molto forte. Talmente forte che ti alzi improvvisamente dal letto perché stai soffocando. E che lui s’incazzi perché l’hai svegliato. Senza nemmeno chiederti il tuo ultimo desiderio prima di morire o se il polmone sparato sul muro con l’ultimo colpo di tosse lo può incorniciare per ricordo. Così la mattina dopo quando lui ti porta la colazione a letto chiedendoti scusa, tu pensi che in fondo è stato meglio non aver avuto la forza fisica di soffocarlo con il cuscino durante la notte.
Succede anche che, anche se malata, tu dorma sul divano pur di non svegliarlo o che lui rimanga a lavorare da casa solo per stare con te. O che tu cucini lo stesso appena ti scende la febbre, anche se non ti reggi in piedi, pur di fargli trovare qualcosa di pronto (salvo poi avere la febbre 39 subito dopo) e che lui ti rinfreschi la fronte per tutta la sera per fartela scendere.
Insomma, come sempre, è stata dura. Per entrambi.
D’altra parte, con il senno di poi, bisogna ammettere che qualche prova di resistenza l’ha dovuta superare anche lui:
This is TRUE love.



























16 marzo 2013 at 11:40
Bello e vero
17 marzo 2013 at 13:05
True story…;-)
16 marzo 2013 at 12:04
Hai reso l’idea…aggiungi due figli, moltiplica il tutto e ottieni il risultato. Per la cronaca sono devastata da l’ennesimo mal di denti!. Mara
17 marzo 2013 at 13:08
Oddio ci ho pensato sai…Mi sono detta, pensa se avessimo pure i figli. Stare tutti male in contemporanea o a rotazione uno dietro l’altro. Un incubo! Io lo dico che per me le mamme sono come wonder woman in abiti civili…
16 marzo 2013 at 12:47
In salute e in malattia…mi hai fatto morire dal ridere!
17 marzo 2013 at 13:09
Ah, io per il momento non ho preso impegni di questo tipo…=P
E comunque, se uno non la prende a ridere, la situazione può diventare buia….;-P
19 marzo 2013 at 01:09
Ti adoro, scrivi da dio. Veramente. Brava!
19 marzo 2013 at 11:07
oddio ti ringrazio, mi fai arrossire! =P Ma credimi, è sicuramente un caso, sarà stato merito della febbre alta…;-)
4 aprile 2013 at 22:29
Questa cronaca mi ha profondamente preoccupata per una eventuale futura convivenza, ah ah!
5 aprile 2013 at 12:05
ahahah, meglio sapere a cosa si va incontro! ;-P