Anche se decretare questo 2013 come “Annus Horribilis”, a Febbraio è abbastanza prematuro, bisogna riconoscere che qualcuno si sta impegnando parecchio per ottenere il titolo.
Dite di no? Proviamo così.
Io non amo gli ascensori. Nel senso che non mi trovo a mio agio in una cosa che si muove sospesa con me dentro (sì, parliamo anche di aerei, funivie, ecc…). Succede quindi che io non li prenda praticamente mai se c’è la possibilità di fare le scale.
Anche se devo fare 6 piani. Anche se ho la spesa in mano. Anche se ho un tacco 10.
Insomma, se posso li evito: ne guadagno in salute, linea e umore. Certo, ci sono le volte in cui è proprio necessario e mi rassegno: tipo ad esempio, quando devo accompagnare a casa mia nonna, che ha superato i 90 da un po’. O me la carico sulle spalle per 3 piani o l’ascensore è un male necessario.
Insomma, le occasioni di prenderlo sono rarissime, quindi diminuiscono proporzionalmente quelle di rimanerci bloccata dentro. Però capita.
Quello che però di solito non capita, è rimanerci bloccata, sentire un rumore sinistro di ferraglia e vedere che sta cadendo…Ecco, quello non te lo aspetti. E come spesso succede con le sorprese di questo tipo, più che di esperienze, si tratta d’infarti al miocardio.
Avrete capito che l’ultimo periodo mi sta riservando tante di quelle imprevidibili sorprese che ormai aspetto solo che il prossimo meteorite si schianti sulla mia macchina. In questi casi, mi è di aiuto la musica (certo anche una gita a Lourdes non guasterebbe…)
Quando il periodo è nero, quando ho litigato con qualcuno, quando ho bisogno di carica, quando sono sola ma vorrei avere qualcuno con cui parlare, quando sono in compagnia, ma vorrei essere sola. Non sono un’esperta di musica e non suono nessuno strumento, ma mi rilassa, mi fa sorridere, rende il mondo migliore. Non la “studio”, non mi sforzo di capirla, ma la sento: diventa un antidepressivo più potente di un gruppo di endorfine dopate di prozac.
Nonostante gli ascensori. Nonostante la sfiga. Nonostante tutto.
Io quando ascolto musica, divento più o meno così:
Ok, non è vero. Mi avvicino di più a questo:
Per fortuna ho imparato a controllarmi (quasi sempre) e le esternazioni di questo tipo sono rare. O quanto meno lontane da occhi indiscreti.
C’è musica giusta per ogni occasione, perché nella vita ci sono tante emozioni e tanti momenti che hanno bisogno di una colonna sonora. Per fortuna io passo con estrema disinvoltura da un pezzo degli AC/DC, alla sigla di Creamy ad una delicata sinfonia di Ludovico Einaudi. Sono così: ho bisogno di grinta e pugni, di ritornare bambina, ma a volte quello che mi serve è solo una carezza.
L’unica vera difficoltà si presenta ogni volta che mi chiedono che genere di musica mi piace. Non ho mai trovato una risposta a questa domanda, ma non credo di aver voglia di trovarla. Non ho nessuna intenzione di scegliere.
E voi? Qual è il vostro rapporto con la musica? Cosa fate quando siete giù di morale? E quando precipitate con l’ascensore? (MacGyver questa è per te, se ci sei, batti un colpo nei commenti)



























21 febbraio 2013 at 16:22
Oddio io se precipitassi con un ascensore credo che avrei un infarto prima di arrivare a terra o fermarmi, altro che! Se ci penso già mi viene l’ansia…
Rapporto con la musica? Strano, ci sono periodi che proprio non mi va di ascoltare niente poi vado in fissa con qualcuno e ascolto solo quello.
Poi ci sono le tempistiche della musica: tipo mentre lavoro ascolto Party Music, quando voglio rilassarmi ascolto rock, insomma ascolto tutto e facciamola finita qua!
22 febbraio 2013 at 00:25
Io di infarti ne ho avuti 3 o 4 e, per fortuna, è stato solo un piano…=P
Anche io mi faccio prendere dalle passioni del momento, ma è davvero difficile che non ascolti musica per periodi lunghi. Così come sarebbe per me complicato rilassarmi con la musica rock! La diversità passa anche per le note!
21 febbraio 2013 at 17:03
Complimenti alla nonna, la mia ne ha 88!.
Ma perchè si deve scegliere la musica?!…anch’io amo generi diversi, dipende da come mi sento.
Ti sei fatta un giro in giostra GRATIS!
Buona proseguimento, Mara.
22 febbraio 2013 at 00:28
La nonna, la adoro. Lei, per fortuna, si è spaventata molto meno di me…Infatti l’ascensore l’ha ripreso subito dopo. Io piuttosto salivo le scale sui gomiti. =P
ahahah, in effetti c’è chi paga per brividi di questo tipo, sarà per questo che io odio le giostre!
21 febbraio 2013 at 17:33
Ciao!
Commento perché il tuo post alla fine mi ha lasciato un sorriso stampato in faccia e un piacevole senso di serenità!
Quando sono giù di morale faccio diverse cose: a volte continuo a essere giù di morale – ma non è la soluzione migliore -, mentre le altre volte vado su YouTube e guardo e ascolto la Littizzetto a Che Tempo Che Fa, in genere poi passa tutto e si spalanca il sorriso. Altre volte ancora, invece, metto qualche video “universale”, tipo la danza di Carlton! ^_^
E poi sì, ma chi ha detto che dobbiamo scegliere un tipo di musica?
Anch’io passo da Cristina D’Avena a Einaudi alla radio!
Ciaooo!
PS: Non ho l’ascensore e anch’io preferisco le scale. Peccato che abbia il fiato corto, così quando arrivo a destinazione sembra che sia arrivata saltando gli ostacoli!
22 febbraio 2013 at 00:30
Vedi, da oggi potrai provare anche a leggere qualche blog in giro per la rete per ritrovare un sorriso! Felice di essere stata io a donartelo per questa volta…
Il fiatone è normale, almeno io non me lo risparmio mai!
22 febbraio 2013 at 13:22
Mah… in effetti faccio anche questo. E ne scrivo uno, anche!
Se ti va, passa pure a dare un’occhiata!
Ciao!
25 febbraio 2013 at 11:58
Vado a sbirciare…;-)