Uno sciopero ed un giardino giapponese a Monaco

Forse qualcuno di voi si ricorderà del mio sfigatissimo colloquio di Monte Carlo. Magari vi ricorderete pure che alla fine mi avevano presa per un lavoro di pochi giorni, proprio a Monaco.

Bene. Il lavoro è stato la scorsa settimana.

E’ stata un’esperienza interessante, che non avrà impatti esaltanti sulla mia carriera professionale, ma che sono contenta di aver fatto. Mi serviva staccare un po’ dalla mia monotona quotidianità, esercitare il mio stentato francese ed il mio inglese, ritornare a cose familiari come un po’ di “sano” stress.

Cose meno piacevoli sono state la sveglia alle 5:00 di mattina (cominciavo a lavorare alle 8:30 e non erano ammessi ritardi) e un bel grève (sciopero) dei treni proprio nei giorni in cui facevo la pendolare con Monaco (sì, ci vuole talento anche nella sfiga ed io ormai gareggio nel professionismo).

Il viaggio sul treno di andata e ritorno è stato, per usare un termine in voga da queste parti, la galère o, come l’ha elegantemente descritto una nostra responsabile, “folklorique“: vagoni strapieni (l’ultimo giorno ho viaggiato per metà nella cabina del conducente del treno, perché il controllore si è impietosito e mi ha fatto entrare. Sarà stata la mia espressione afflitta?) con gente appena più che incazzata (si sa che i francesi sono persone estremamente pazienti e che non litigano mai…No?) e ovviamente viaggiando in piedi. Il che non sarebbe grave, se non per il fatto che il mio lavoro prevedeva appunto lo stare in piedi per circa 8 ore. Farne un’altra supplementare, specialmente a fine giornata, non è che fosse proprio un regalo gradito. Senza considerare poi i 2 km di passeggiata dalla stazione fino a casa.

Le conversazioni più comuni tra colleghe riguardavano aggiornamenti circa la progressiva, ma inesorabile, perdita di sensibilità alle dita dei piedi ed il passatempo più diffuso era vagheggiare con trasporto sul momento in cui le scarpe sarebbero state lanciate con violenza appena superata la soglia di casa.

Amo tanto gli scioperi.

Come se non ne avessi già subiti visti abbastanza a Roma. Chevvelodicoaffà.

Un’altra cosa davvero poco piacevole è stato constatare il fatto che i progressi faticosamente guadagnati nella lingua francese hanno praticamente vanificato anni di studio ed esercizio dell’inglese. Probabilmente la mia capacità di apprendimento è limitata e quindi ogni nuovo vocabolo appreso espelle immediatamente un’altra nozione.

Note to myself: la prossima volta emigrare a Londra o in zona anglofona per perfezionare di nuovo la lingua.

Per il resto è stato bello respirare un’aria internazionale, partecipare a qualcosa di così ben organizzato e curato, incontrare gente da tutto il mondo, avere delle colleghe con cui scherzare, ricevere rose arancioni, scoprire cose nuove, tra cui questa piccola oasi giapponese che è un autentico paradiso in mezzo ai grattacieli di Monaco.

Non perdetevela.

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4 Risposte a “Uno sciopero ed un giardino giapponese a Monaco”

  • anna

    j’adore tes commentaires…et je remarque un de tes traits de caractères: tu commences toujours par raconter le “désagréable” pour terminer par le “piacevole”! bien, bien….

    la “galère”, le mot à la mode qui accompagne désormais tout commentaire à propos de grève des transports! et pourtant, une bonne vieille galère sur nos rivières remplacerait avantageusement les trains manquants, non? et les nouveaux galériens, obligés de ramer pour aller au boulot, sauraient mieux ce qu’est “galérer”…je blague!

    une grève qui ne gênerait personne ne servirait à rien, mais tout de même, à force…trop de grève tue la grève!

    mais voilà, l’important n’est pas dans cette grève qui est venue s’ajouter au stress normal que tu as dû ressentir avec ce “retour au travail”! quel bon stress que celui d’affronter de nouveaux collègues, de nouvelles contraintes d’horaires quand depuis des mois on se demande si on existe encore!

    brava Chiara, tu as remis le pied à l’étrier, ce n’est sans doute pas la fin de ta “galère”, mais c’est une petite lueur qui s’éclaire dans la grande nuit; pour ton problème avec la langue française, il vient essentiellement du fait que tu restes en milieu italianophe; il faut impérativement que tu cherches et surtout que tu trouves un moyen de te frotter à un milieu qui ne connaisse pas ou peu ta langue! le français est difficile à écrire, certes, mais je suis sûre que tu PEUX l’apprendre, tu as appris des choses bien plus ardues.

    viens faire un stage chez moi!!!!!je te jure, j’oublierai tout mon italien le temps qu’il faudra!

    in bocca al lupo!

    • Cappuccino&Baguette (@CappuccBaguette)

      Ahahahaha, il est vrai, je me plains tout le temps. Mais on m’a dit qu’au moins, j’ai appris à le faire avec humour (je l’espère) et au moins je fais rire un peu. Et puis, comme vous le dites, à juste titre, à la fin, je trouve toujours une lueur d’espoir. Une Pollyanna inversée. ;-)

      En ce qui concerne le stress et les grèves je suis bien formés. Pour moi, il est en fait un retour à la normalité et, par conséquent, un effet assez positif. J’ai remarqué que le français (au moins la nouvelle génération) aiment utiliser des mots très forts. Donc l’inconvénient de la grève devient “galère” ou quelque chose mignonne “superbe” ou “génial”. Je souhaite rapporter ici les idiomes français que j’apprends tous les jours.=P

      Vous avez raison, je devrais apprendre beaucoup plus, ayant autour des personnes francophones. Je ne peux pas dire que je n’ai pas essayé: j’ai laissé ma carte de visite à mes collègues, par exemple, mais rien. Se faire des amis ici sembler impossible. =(

      J’ai dit au “concubin” que pour le bien de mon apprentissage du français, je devrais obtenir un petit ami français, mais il semble que il n’est pas fait d’accord. =P

      C’est vraiment dommage d’être si loin, une stage de ce genre, je ne me dérangerait pas du tout!

      P.S.= “ce n’est sans doute pas la fin de ta “galère”, mais c’est une petite lueur qui s’éclaire dans la grande nuit”

      J’ai déjà dit que j’aime comme vous expliquer les choses? =D

  • anna

    oups…j’ai laissé passer une faute: un de tes traits de caractère…

  • ich ;-)

    un week end di quasi totale chiusura dal resto del mondo (ci voleva!!!!!) non poteva non concludersi con un po’ di sano cazzeggio -stile vecchi tempi- sul pc.. curiosando tra siti di tutti i tipi e.. alla ricerca, nostalgica, di tracce amiche sparse per il mondo.. (SIGH!!!) …
    bello rileggerti amica mia!! una ventata d’aria che scalda..in un plumbeo fine settimana di inizo novembre.. sognando nizza.. per … l’annèe prochain :-) ))
    a presto tesoraaaa :********

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