Una passeggiata a Cimiez a visitare Matisse

Nizza è spesso giustamente apprezzata dai turisti per il suo mare e per il suo piccolo centro, pieno di vicoli antichi e caratteristici. Difficilmente però i flussi turistici si spostano altrove, in zone della città altrettanto e, forse, ancora più belle.

Il quartiere di Cimiez, ad esempio, solitamente viene menzionato all’interno delle guide turistiche per il museo Matisse e per la tomba del pittore, che è collocata all’interno del cimitero del monastero (poi un giorno magari vi dirò anche perché amo i cimiteri…No, nulla di macabro, giuro). Questa zona non viene molto apprezzata, anche per la sua relativa lontananza dal mare, che è l’attrattiva principale che i turisti cercano in un soggiorno da queste parti. In realtà è uno dei quartieri che preferisco in assoluto della città, e non certo per il museo, ma semplicemente per fare lunghe e tranquille passeggiate.

Il mio sogno proibito è infatti abitare su queste colline, immergermi nella Nizza antica, circondata da questi splendidi palazzi in stile Belle Epoque, con le finestre infinite, e volute di ferro battuto che si arrampicano tra gli stucchi. L’ex Hotel Regina ne è un fantastico esempio.

Apro una breve parentesi sugli edifici presenti a Nizza: moltissime di quelli più antichi sono state distrutti (io ancora non mi capacito del fatto che non potrò mai vedere la Jetée Promenade) e rimpiazzati da orrendi ed anonimi palazzi, costruiti velocemente e a poco prezzo per rispondere alla pressante domanda di un mercato immobiliare turistico. Solo alcune zone conservano lo splendore architettonico degli anni d’oro di questa zona (ad esempio alcune case nel quartiere Musiciens) e Cimiez ne è il migliore esempio.

Qui persino le scuole si trovano all’interno di palazzetti storici e camminando potreste imbattervi in vere e proprie opere d’arte…

Ecco, un consiglio: magari evitate di aggirarvi in modo sospetto davanti ai cancelli dell case, facendo foto e discutendo a voce alta sugli abitanti di tali meraviglie, perché potreste trovarveli improvvisamente alle spalle, con un’aria molto sospettosa e molto poco felice, com’è successo a noi.

Un’altra cosa bella di questo quartiere e che, purtroppo, nel resto della città scarseggia, sono i parchi.

Qui trovate il Parc Arènes de Cimiez, discretamente grande (io faccio il confronto con i parchi immensi delle ville romane, quindi non me ne vogliano gli abitanti locali se dico che in realtà non è molto esteso e nemmeno molto curato), pieno di ulivi secolari che, ovviamente, viene preso d’assalto dalle famiglie con pargoli al seguito. Ho notato inoltre l’abitudine diffusa di organizzare delle bellissime feste di compleanno all’aperto, con tanto di picnic, appunto per i più piccoli. All’interno del parco si tiene a Maggio anche una festa caratteristica con costumi locali, mentre l’arena è solitamente il luogo dove vengono organizzati alcuni concerti del Nice Jazz Festival.

Inoltre, da queste parti, dovrebbe esserci anche il parco dello Châteaux de Valrose, ma personalmente non ho mai avuto occasione di visitarlo. Piccola menzione anche per il giardino del Monastero, appena sopra al parco, per la cura dei giardinieri ed i bellissimi fiori.

E’ evidente che non si tratta di un quartiere popolare, ma di un quartiere residenziale piuttosto ricco. Ecco perché il mio sogno di abitarci rimane proibito (un po’ come quello di risiedere al quartiere Coppedè a Roma). Nonostante questo c’è un’alta concentrazione di italiani, che probabilmente cercano qui lo stile che si può trovare in molte città storiche italiane e la tranquillità al di fuori dei percorsi turistici.

Per metà italiana, anzi romana, la coppia che ha aperto un sofisticato locale proprio sotto l’hotel Regina. Il nome, L’altro Cose Così, rende bene la natura poliedrica del luogo, che è ristorante, sala da thè, negozio, punto bookcrossing, ecc… Decorato ovviamente con i bellissimi fiori del negozio che trovate poco distante, sempre della stessa proprietà. Ancora non tutto è perfetto, ma i proprietari e il posto sono deliziosi. In particolare Pierre-Jean Ferris che è molto simpatico, parla italiano (ha vissuto a Roma per diversi anni con la moglie) e sa trattare molto bene con i suoi clienti (per la prolungata attesa, senza che noi dicessimo nulla, si è scusato e ci ha offerto i nostri 2 dessert. Attenzione decisamente non comune). Se vi capita, magari per un pomeriggio invernale rilassato, è l’ideale.

Fatemi sapere nei commenti se questo tipo di post vi è piaciuto (oppure votatelo! Lo sapevate che in basso ad ogni post ci sono delle stelline per segnalare se il post vi è piaciuto o meno? ). Cosa vi piacerebbe conoscere di Nizza? Avete curiosità sulla Francia e le sue abitudini? Preferite questo tipo di post a quelli solitamente deliranti ed inconcludenti della sottoscritta? Attendo vostre istruzioni! ;-)

 

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3 Risposte a “Una passeggiata a Cimiez a visitare Matisse”

  • Federica

    bellissimo post…. mi sono comletamente ritrovata nel tuo sogno proibito…di vivere nello splendido quartiere di cimiez…. !!! quando capito a Nizza (purtroppo troppo raramente…) e ci vado cammino sempre a naso all’insù!! anche qualche boulevard in centro ha veramente dei palazzi splendidi che mi fanno amare nizza tanto da considerarla la mia seconda casa…(magari fosse la prima!!)
    e la prossima volta che vengo a nizza non mi farò scappare una visita…. al cimitero del monastero..grazie per queste dritte interessanti!!!! aspetto prossimo post sull’argomento: cimiteri storici da visitare….quello di mentone per esempio è a picco sul mare e ha tantissime tombe di nobili russi…niente di macabro ma hanno un fascino…

  • La necessità delle crisi (economiche ed esistenziali) « Cappuccino & Baguette

    [...] in maniera più intelligente, ad apprezzare di più le cose che ho, a godermi di più una passeggiata sul mare che una sera al cinema. Ho imparato a dedicarmi degli spazi ampi, larghissimi. Ho imparato [...]

  • Assaggi d’estate | Cappuccino & Baguette

    [...] “alla francese”, partecipando alla colorata e affollata festa che si tiene ogni anno a Cimiez. Immergersi nelle tradizioni del luogo che ci accoglie, comporta vivere anche i costumi locali: [...]

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