Come forse alcuni già sapranno, ieri ho sostenuto il mio primo colloquio in francese.
Già questo bastava a mettermi in ansia, visto che, per quanto abbia fatto progressi, non è che sia ancora fluente nella lingua locale. Ma c’erano pochi rimedi: diventare madrelingua francese in meno di 24 ore era piuttosto irrealistico.
Tanto per stare più tranquilli, l’entretien era a Monte Carlo. Insomma, Monte Carlo! Mica alla sagra del porcino di Ariccia…
Per rendere l’idea, qui le donne in tenuta sportiva, vanno in giro con il BMW, ballerine Chanel, occhiali da sole di Valentino e Birkin di Hermès. E’ nata quindi la spinosa questione: smonta la l’armadio e trova qualcosa di adeguato. Alla fine ho deciso, per mantenere intatta la mia sanità mentale, che “simple is better” e quindi ho optato per una tenuta classica ed elegante. Non che la cosa mi rassicurasse.
Alla luce dell’esperienza fatta, condivido però con voi alcuni fondamentali insegnamenti che ho imparato e che custodirò gelosamente per le prossime occasioni :

1) Siccome Murphy ha sempre ragione, è matematico che, appena arrivata a destinazione, tu rompa entrambi i tacchi sul pavè fuori dalla stazione. Almeno, questo è successo a me.
Come ho risolto brillantemente la situazione:
- Imprecazioni in italiano
- Imprecazioni in francese
- Imprecazioni in lingue sconosciute senza sottotitoli
- Panico
- Togliersi i tacchi nel parcheggio della stazione e mettersi le ballerine di emergenza che avevo in borsa (sì, sono una donna organizzata. Ma soprattutto che odia le vesciche ai piedi e che abita a più di 2 km dalla stazione del treno)
- Superare gli sguardi e l’umiliazione pubblica per l’atto appena compiuto
- Cercare un negozio dove acquistare un nuovo paio di scarpe
- Constatare che a Monte Carlo i negozi più diffusi sono Valentino, Hermès, YSL, Armani, ecc…
- Realizzare di essere disoccupata e quindi assolutamente fuori budget
- Panico
- Vagare alla disperata ricerca di una soluzione
- Fare foto inutili nel frattempo, sperando di stemperare l’ansia
- Trovare per caso un negozio Zara
- Piangere di gioia, genuflettersi sull’ingresso e ripromettersi di chiamare la prossima figlia femmina come la nota catena di abbigliamento.
- Entrare di corsa nel punto vendita e cercare delle scarpe che non fossero basse/brillantinate/borchiate/con plateau di 20 cm.
- Acquistare queste scarpe
- Ripromettersi di prenderle anche in grigio o, almeno, in color vinaccia.
- Ricordarsi di avere il colloquio.
- Vergognarsi di chiedere alla commessa snob di poterle indossare subito nel camerino
- Cambiarsi le scarpe per l’ennesima volta in stazione nella disapprovazione generale
- Andare al colloquio
2) Assicurarsi di salire sull’ascensore giusto. Salire su quello sbagliato comporterà trovarsi di fronte ad una pulsantiera come questa e scoprire che esistono ascensori che fermano solo ai piani dispari o solo ai piani pari. L’ignoranza di tale regola comporterà arrivare al 14esimo piano e ritornare al primo tramite le scale di emergenza. Di corsa. Con i tacchi nuovi.
3)L’usanza locale prevede che ci si presenti ai colloqui di lavoro senza trucco, in tenuta da mare o, in alternativa, abbigliata come una “passeggiatrice” di Tor Bella Monaca. Prendere appunti di stile. Cancellarli all’istante in memoria di Grace Kelly.
4)Gli intervistatori francesi non riescono a capire perché tu voglia fare un lavoro che potrebbe sembrare al di sotto di quella che è la tua preparazione o esperienza lavorativa.
-”Ma è sicura, sicura, sicura che si vuole candidare per questo posto?”
-”Beh, sì…Se ho risposto all’annuncio”
-”Ma guardi non le danno nessun benefit…”
-”Lei non è mai stata in Italia, vero?”
-”No…”
-”Adesso capisco”
Comunque, se ve lo state chiedendo, sì. Sembra che mi abbiano preso.
-Sketch by Isabelle Gabler


























28 settembre 2012 at 16:04
E allora auguri!!!!
28 settembre 2012 at 16:08
Che dire…..congratulazioni!
28 settembre 2012 at 16:14
Finalmente ho capito il tuo post su instagram a proposito delle scarpe!
e per il lavoro in bocca al lupo e tienici aggiornati!
28 settembre 2012 at 16:22
avevo seguito tutto tramite twitter ed instagram ma non sapevo l’esito Grandeeeeeee!!
28 settembre 2012 at 16:43
Grazie a tutti per l’incoraggiamento!
Però, non vorrei far crollare il vostro entusiasmo dicendovi che il contratto è brevissimo (tipo una settimana), quindi in realtà la ricerca continua!
Diciamo che almeno l’esperienza mi aiuterà per le prossime volte. Come avete letto, ho imparato molto..;-)
28 settembre 2012 at 21:12
chaque jour t’apporte son lot de surprises! in bocca al lupo pour ces promesses de travail, même pour une période brève, c’est ce qu’on appelle en Français “mettre le pied à l’étrier”…il faudra bien sûr parvenir ensuite à monter en selle, à aller au pas, puis si tout va bien, au trot…et qui sait, peut-être même au galop!
1 ottobre 2012 at 19:30
Merci!
1 ottobre 2012 at 08:06
Congratulazioni!!! Sono contenta per te. Valeria
1 ottobre 2012 at 19:31
Grazie! =)
8 ottobre 2012 at 17:49
[...] momento “ma che ce sto a fà qui?”. Nonostante tutte le mie buone intenzioni, a parte piccole eccezioni, sembra che il mercato del lavoro sia piuttosto statico e che mi stia muovendo in una palude. [...]
31 ottobre 2012 at 09:38
[...] qualcuno di voi si ricorderà del mio sfigatissimo colloquio di Monte Carlo. Magari vi ricorderete pure che alla fine mi avevano presa per un lavoro di pochi giorni, proprio a [...]
29 aprile 2013 at 09:50
[...] invece, le rare volte che indosso delle scarpe di questo tipo, riesco sempre ad attirarmi qualche sfiga cosmica, sono piuttosto preparata nell’ambito “imprevisti”. Oltre al fatto che, non [...]