Quando ci si trasferisce all’estero le abitudini cambiano. Compreso il modo di viaggiare.
Se prima bisognava scegliere la destinazione per i propri viaggi, quando ti ritrovi a vivere in un paese che non sia quello natìo, la destinazione delle vacanze diventa quasi sempre la stessa: “casa”. Nel mio caso Roma.
Per anni, ho visto colleghi e amici napoletani, marchigiani, umbri, pugliesi, siciliani, calabresi o milanesi che, arrivato il week-end o le vacanze, partivano e ritornavano a “casa”. Questa poteva essere rappresentata da uno sperduto paesino in provincia di Bari o Ancona, un quartiere di Napoli o la metropoli meneghina, ma era tappa fissa in occasione di praticamente ogni viaggio disponibile.
Io, fino a poco tempo fa, ero completamente estranea a questo tipo di pianificazione, poiché avevo una percezione molto blanda del mio privilegio di vivere esattamente dove si trovavano amici, parenti e tutto il mio mondo familiare.
Tutto questo è ovviamente cambiato.
Adesso si pianificano quasi esclusivamente i viaggi per la casa-madre. E, sebbene questo sia normale e necessario per rivedere famiglia ed amici, spero presto di modificare le mie mete per esplorare posti nuovi. Comincio già la settimana prossima, visto che partirò per qualche giorno alla volta del Lago di Garda…
…Con un gruppo di francesi che amano l’Italia (d’altra parte la amano tutti, tranne chi ci vive) e l’italiano. Situazione alquanto strana (ed anche un po’ masochista), ma si sa che le cose “normali” non sono per me altrettanto interessanti.
A proposito di stranieri che parlano in italiano, un’altra novità è che sto studiando per insegnare italiano agli stranieri. E’ una cosa che mi ha sempre interessato ed avevo già cercato di partecipare ad alcuni corsi di formazione anche prima del mio trasferimento definitivo in Francia, ma purtroppo erano già tutti pieni.
Ho approfittato così della mia permanenza a Roma per erudirmi nell’arte dell’insegnamento dell’italiano, chissà che non diventi poi una strada professionale da seguire una volta ritornata in Francia. Vedremo se sarò all’altezza del compito.
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When you move abroad you change your habits. Including how to travel.
If before you had to choose the destination for your trip, when you find yourself living in a country that is not native, the travel destination is almost always the same:”home”. In my case Rome.
For years, I saw colleagues and friends from Naples, Marches, Umbria, Puglia, Sicily, Calabria and Milan who arrived on weekends or holidays, they departed and came back to “home”. This could be represented by a remote village in the province of Bari and Ancona, a suburb of Naples and the Milanese city, but it was fixed stop at virtually every trip available.
I was, up to quite recently, completely extraneous to this kind of planning, because I had a very mild sense of my privilege to live exactly where they were friends, relatives and all my familiar world.
This has obviously changed.
Now we plan our trips almost exclusively for home. And, although this is normal and necessary in order to visit family and friends, I hope soon to change my travel destinations to explore new places. I begin already next week, since I leave for some days to Lake Garda …
… With a group of French people who love Italy (on the other hand love it all, except people who live in there), and Italian. Status quite strange (and a bit ’masochist), but you know that the ”normal” things are not equally interesting to me.
About foreigners who speak in Italian, another news is that I’m studying to teach Italian to foreigners. It’s something that always interested me and I had tried to attend some training courses, even before I moved permanently to France, but unfortunately they were already full.
So I took advantage of my stay in Rome to learn the art of the teaching, then who knows that this does not become a career path to follow, once back in France. We’ll see if I measure up to the task.



























14 maggio 2012 at 11:32
… ti ho scritto email !
14 maggio 2012 at 19:58
—-Ed io ti ho risposto! ;-D
14 maggio 2012 at 12:18
Ottima idea quella di insegnare italiano agli stranieri!
Se avrai bisogno di materiale ti suggerisco il sito di mio marito a cui collaboro anch’io. Il materiale è completamente originale e testato su studenti:
http://www.italianolinguadue.it/
14 maggio 2012 at 20:00
Grazie mille della segnalazione! E complimenti per il sito, mi sarà sicuramente utile. Le flashcards sono molto carine! =)
15 maggio 2012 at 15:42
Da quel che so ci sono anche specializzazioni universitarie proprio per insegnare italiano come seconda ligua
20 maggio 2012 at 16:50
Sì, ovviamente ci sono. Ma per quanto mi riguarda, ricominciare da capo il percorso universitario non sarebbe una buona soluzione.
18 maggio 2012 at 18:36
futura collega, allora? brava! già che parti preparandoti per un diploma mi piace. denota serietà, cosa che nel nostro settore manca (il pensiero comune sembra essere “parlo italiano, ergo posso insegnarlo.” che anche no, aggiungo io.) tienici aggiornati!
20 maggio 2012 at 16:51
Grazie del’incoraggiamento. =)
Direi che, come tutti i mestieri, si deve imparare. E a volte nemmeno è sufficiente per essere un discreto insegnante.
5 luglio 2012 at 22:37
[...] ho imparato una nuova lingua, lasciato definitivamente il mio vecchio lavoro e me ne sono creata un altro, mi sono abituata a nuovi ritmi, nuove abitudini, nuovi cibi, all’efficienza e alle strane [...]
16 luglio 2012 at 10:02
[...] e le forme che prende. E’ facile graffiarsi sulle cuciture nuove, strappare il tessuto, sentirsi a disagio in questa nuova [...]
21 luglio 2012 at 17:03
oh, un poco mi mancano i pirlo e il gelato a Desenzano… ma no, non vado in vacanza a casa
22 luglio 2012 at 00:35
Beh, più che una “vacanza” o un “viaggio”, si cerca un’occasione per rivedere parenti e amici.
Certo dipende anche da quanto sei lontano: se avessi un oceano di mezzo, sarebbe certamente diverso.
22 novembre 2012 at 15:07
[...] Ho compreso che le certezze non esistono e che non è necessariamente una tragedia. Ho imparato a risparmiare, a fare molte cose da me o in casa, ad acquistare in maniera più intelligente, ad apprezzare di più le cose che ho, a godermi di più una passeggiata sul mare che una sera al cinema. Ho imparato a dedicarmi degli spazi ampi, larghissimi. Ho imparato che le cose devono essere belle, ma soprattutto utili. Ho imparato ad ammirare di più una donna che sa lavorare a maglia piuttosto di una che sfoggia l’ultima It Bag. Ho capito che preferisco vestirmi come mi pare che avere un armadio pieno di vestiti ed accessori scelti per qualcun altro. Ho imparato che le cene a casa a cucinare con gli amici, sono più divertenti di quelle al ristorante. Ho imparato che il tempo non è denaro, perché conservarlo vale molto di più che spenderlo. Ho imparato il francese. Ho imparato che il mio vero lusso è viaggiare. Ho imparato a non avere paura dei cambiamenti, anche quando si tratta di veri e propri terremoti. Ho visto posti nuovi, conosciuto nuove persone, esplorato nuove direzioni. [...]