Oggi è la festa della donna. Una di quelle ricorrenze che divide e fa discutere come ogni anno.
Per me è un giorno come un altro.
E lo è anche per tutte le donne che vengono picchiate o violentate, che si ammalano, che fanno fatica ad affermarsi nel lavoro o che semplicemente non lo trovano, che muoiono di fame o di parto, che si prostituiscono o che rimangono a casa perché non hanno altra scelta.
L’8 marzo è uguale al giorno prima ed al giorno dopo, per quelle donne che non guadagneranno mai quanto i colleghi uomini, che hanno una minima rappresentanza istituzionale e politica, a cui non viene rinnovato il contratto di lavoro perché sono rimaste incinta. Per tutte quelle prigioniere, uccise, sfigurate, l’8 marzo è un giorno qualunque, una scalata che va avanti troppo lentamente e non finisce mai.
E visto che sono per la parità, lo confesso, delle donne che l’8 marzo vanno a vedere gli strip maschili ho la stessa identica opinione degli uomini che animano gli strip club femminili.
Ovviamente possiamo anche parlare di festeggiamenti, degli sconti, dei programmi, delle celebrazioni, delle limited edition. Mica ci dispiacciono.
E poi possiamo spammare su twitter con gli hashtag dedicati alla ricorrenza ( #journeedelafemme #8mars #festadelladonna #8marzo), mica per questo ci sentiamo meno impegnate.
Ma fatemi un piacere, i soldi per le mimose, donateli qui.
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Today is International Women’s Day. One of those occasions on which it divides and discuss as each year.
For me it’s a day like any other.
And it is also for all women who are beaten or raped, those who fall ill, who have problems to succeed in work or who simply do not find it, who die of hunger or childbirth, women who prostitute themselves, or who stay at home because they have no other choice.
March 8th is the same as the day before and the day after, for those women who do not earn never as their male colleagues, who have a tiny representation of institutional and political, which is not renewed the contract of employment because they become pregnant. For all those imprisoned, killed, disfigured, 8th March is an ordinary day, a climb that goes on too slowly and never ends.
And since I am for equality, I confess, for women who on 8th March go to see male strip, I have the exact same opinion of men who crowd the strip club female.
We can of course talk about celebrations, discounts, programs, celebrations, the limited editions. We don’t really dislike.
And then we can spam on twitter with the hashtag dedicated to the occasion (#journeedelafemme #8mars #festadelladonna #8marzo), for that we don’t feel less committed.
But do me a favor, with the money for mimosas, make instead a donation here.

























8 marzo 2012 at 12:13
Un paio di anni fa ho festeggiato in modo “alternativo” per dare comunque un significato positivo alla giornata della donna
Se t’interessa puoi leggerlo qui: http://nelnido.blogspot.com/2012/03/8-marzo-un-festeggiamento-diverso.html
8 marzo 2012 at 17:51
E’ un bellissimo gesto, ma come giustamente dici tu, dovrebbe essere una cosa normale, così come chi dona il sangue.
Comunque un modo alternativo, ma stupendo per celebrare la ricorrenza.